Voglia di sparare, ecco le regole: come avere la pistola, quanto costa

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Lo scoglio non è rappresentato tanto dai costi – poco più di 300 euro per il rilascio del porto d’ arma per difesa personale – quanto per la «dichiarazione attestante il bisogno di andare armati». È questo l’ impedimento maggiore per ottenere dalle prefetture la licenza a detenere una pistola per difendersi. Occorre motivare, in forma scritta, la ragione per il quale si inoltra la richiesta all’ ufficio del governo. Se la domanda non è fondata – ad esempio in ragione della professione – il diniego è automatico. In ogni caso, alla richiesta bisogna allegare la «certificazione comprovante l’ idoneità psico-fisica» all’ uso delle armi; la documentazione da cui risulti di aver prestato il servizio militare «nelle Forze armate o nelle Forze di polizia» e una dichiarazione sostitutiva che attesti «di non essere stato riconosciuto obiettore di coscienza». Una volta ottenuta, la licenza vale cinque anni, ma ogni anno bisogna presentare la domanda per il rinnovo.

Ai fini della legittima difesa, tuttavia, cambia poco su quale sia il titolo in base al quale si possiede l’ arma usata per respingere l’ aggressione. Il codice, infatti, fa riferimento ad un’«arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo». A determinare il rientro nella fattispecie prevista dall’ articolo 52 del codice penale sono esclusivamente lo «stato di necessità» e il fatto che la «difesa sia proporzionata all’ offesa». Fatto sta che è più semplice l’ iter per ottenere il rilascio delle armi per uso sportivo o venatorio, visto che bastano pochi documenti.

Nel primo caso, il costo è di circa 17 euro. La licenza ha una validità di 6 anni e la domanda non va inoltrata alla prefettura, ma alla questura, al Commissariato di P.S. o alla stazione dei Carabinieri. Inoltre, non serve motivare la domanda: basta allegare «la documentazione o autocertificazione relativa al servizio prestato nelle Forze armate o nelle Forze di polizia o certificato di idoneità al maneggio delle armi rilasciato da una sezione di Tiro a segno nazionale». Per il tiro a volo con arma lunga, è sufficiente iscriversi presso una sezione di Tiro a segno nazionale o presso un’ associazione di tiro iscritta ad una federazione sportiva affiliata al Coni. Il rinnovo, in ogni caso, si chiede alla scadenza del sesto anno e per ottenerlo va prodotta la stessa documentazione prevista per il rilascio, ad eccezione della certificazione relativa all’ idoneità al maneggio delle armi.
La licenza di porto di fucile per uso di caccia, invece, costa poco più di 190 euro. Anche in questo caso, servono una certificazione «comprovante l’ idoneità psico-fisica» e la «documentazione o autocertificazione relativa al servizio prestato nelle Forze armate o nelle Forze di polizia o certificato di idoneità al maneggio delle armi rilasciato da una Sezione di tiro a segno nazionale». In aggiunta rispetto alla pratica per ottenere la licenza per uso sportivo, però, va consegnata la «dichiarazione sostitutiva di certificazione attestante l’ abilitazione all’ attività venatoria». La licenza si rinnova alla scadenza del sesto anno.

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Una risposta

  1. pasquale ha detto:

    nel 207 sono andato in pensione, dopo circa 40 anni di servizio nella Polizia di Stato, chiesi il porto d’armi per uso sportivo che mi venne concesso per la durata di anni 6.
    Alla scadenza dei 6 anni chiesi presso l’ufficio al quale ho lavorato, il rinnovo di detto porto d’armi .
    La richiesta mi è stata negata in quanto secondo loro durante il primo rilascio non mi sarei mai recato ad un poligono per esercitarmi , premetto che durante il servizio svolto a volte passavano più di 6 anni senza frequentare un poligono e pure ero detentore di un’ama. La mia domanda è la seguente 1^ durante tutto questo periodo del 6 anni non ho mai dato segni di squilibrio ,2^non ho mai minacciato nessuno, non ho altrettanto mai dato fastidio a nessuno, da questo mi chiedo perché se uno/a che ha fatto politica per un mandato le viene riconosciuto un indennizzo a vita e io che ho indossato una divisa per 40 anni una volta fuori, sono considerato un cittadino come tutti gl’altri.-

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