Era un poveraccio, ora è ricco da far schifo L’eredità milionaria: “Ora giro pure in Ferrari”

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Da quando il “caro zio Giuseppe” è morto, il signor Andrea Vettori, 57enne di Prato con una pensione di invalidità di 300 euro al mese, può mangiare al ristorante non dovendo più guardare la colonna destra del menu. I soldi per lui non sono più un problema, il parente scomparso da poco gli avrebbe lasciato una vera e propria fortuna, una quantità di denaro che lui stesso non ha ancora ben realizzato di avere. Tanto che appena incassata la cifra, ha raccontato al Corriere della sera, non ha cambiato le sue abitudini, è tornato al suo orto a “lavorare come un mulo”.

Lo zio Giuseppe ha lasciato a suo nipote terreni, case e un bel po’ di soldi: “non mi chiedete quanto, brutti ciccioni – ha scherzato – non ve lo dirò mai”. A Sasetta, piccola frazione del comune di Vernio, non si parla d’altro e i ben informati sarebbero sicuri che la liquidità non sia inferiore al milione di euro. Abbastanza per rifarsi il guardaroba – anche per essere preso un po’ più sul serio nella nuova vesta da riccone – e magari anche la patente: eh sì perché il signor Andrea quel bolide non può neanche guidarlo, almeno finché non supererà l’esame di guida.

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