Feltri impietoso con Berlusconi, l’umiliazione finale: “Altro che Milan, ecco che cosa l’ha dissanguato…”

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Silvio Berlusconi ha finalmente riscosso i soldi della vendita del Milan. Era ora. Non esiste nulla di umano che sia eterno, neanche la proprietà delle società di calcio. Tutti, noi inclusi, abbiamo ammirato il Cavaliere dirigente del pallone e gli siamo grati per aver regalato all’ Italia trofei importanti di cui la nazione, e non soltanto il capoluogo lombardo, gli è grata.
Perché egli ha venduto il club che ha fornito tante soddisfazioni? Non lo sappiamo con precisione, però lo immaginiamo. Si sarà stancato di non vincere più nulla nonostante l’ impegno finanziario che gli era stato richiesto. Se vi sono altri motivi che hanno causato l’ abbandono ce li dica, se vuole, altrimenti amen.

Abbiamo saputo che il suo amico Galliani ha cercato invano di anticipare i cinesi e di impossessarsi del Milan, per farlo rimanere italiano, ma non vi è riuscito. Peccato. Comunque non è una tragedia. Anche l’ Inter ormai ha gli occhi a mandorla. Significa che Milano in ambito sportivo si è ingiallita.

Dispiace. Tuttavia ce ne faremo una ragione. Berlusconi va capito. Viaggia verso gli 81 anni e ha diritto di essere stufo marcio di sganciare denaro. Siamo dalla sua parte, forse per solidarietà generazionale. Le cronache informano altresì che Silvio non se la sente più di pagare i costi salati del mantenimento di Forza Italia, un partito idrovora che lo ha obbligato per oltre quattro lustri a sborsare una caterva di quattrini per restare in vita e competere con altri movimenti politici.

Non siamo in grado di fare i conti dei capitali che egli ha dovuto versare, ma a occhio e croce si tratta di centinaia di milioni. Altro che Milan. Forza Italia ha dissanguato il Cavaliere. Il quale ha tentato di recuperare almeno un po’ di spiccioli dai suoi parlamentari, imponendo loro di rinunciare a una quota di indennità affinché contribuissero alle spese sociali, ma senza successo. Onorevoli e senatori si sono sempre rifiutati di compiere il più piccolo sacrificio economico per sollevare il capo da ogni onere gestionale.

Ciò tanto giusto non ci pare. Pertanto troviamo logico che il Fondatore a questo punto chieda ai suoi elettori, gli ottimisti capaci di fidarsi ancora di lui, di dargli il due per mille onde non far piangere la cassa, oggi a secco.
Vero che Berlusconi non è povero e non avrebbe grossi problemi a continuare a foraggiare la baracca politica, ma è altrettanto vero che qualsiasi uomo, per quanto abbiente, prima o poi si rompe le scatole di mettere le mani al portafogli al fine di mantenere la truppa alle proprie dipendenze.

Tra l’ altro, bisogna considerare che spesso il Cavaliere è stato snobbato (tradito?) da coloro che hanno beneficiato della sua generosità, fuggendo da Forza Italia nei momenti di difficoltà. L’ elenco dei fedifraghi sarebbe troppo lungo per essere pubblicato in un articolo di giornale. Ve lo risparmiamo. Chi ha buona memoria sa a chi alludiamo. Qualche nome? Casini, Fini, Follini, Lorenzin e tanti altri opportunisti. Che orrore.

di Vittorio Feltri

http://www.liberoquotidiano.it/

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