La Cina: “Guerra in qualsiasi momento: non ci saranno vincitori”. Sospesi i voli tra Pechino e Corea del Nord

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Da lunedì prossimo non ci saranno più voli tra Pechino e Pyongyang. L’ultima decisione della compagnia Air China è solo uno dei segnali di altissima tensione tra la Cina e le due Coree, dopo l’annuncio di nuovi test nucleari da parte di Kim Jong Un. Il clima è ormai incandescente dopo le minacce della Nordcorea e dopo lo sgancio della bomba Moab da parte degli Usa, che hanno colpito giovedì in Afghanistan. Un avvertimento non solo all’Isis, ma a tutti gli altri fronti aperti da Donald Trump, da quello siriano all’ultimo in Asia.

Al confine tra la Corea del Nord e quella del Sud la tensione è a livelli record, tanto che lo stesso ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha tagliato corto parlando di “un’atmosfera potenzialmente pericolosa” e di un conflitto che “potrebbe scoppiare in qualsiasi momento“. Secondo Wang Yi una guerra su quel fronte “non avrebbe vincitori”, portando a un’autodistruzione reciproca dalle conseguenze imprevedibili su altri scenari mondiali.

Dalle previsioni catastrofiche, il ministro cinese è sostanzialmente passato alle minacce, solo implicitamente rivolte a Trump che negli ultimi giorni ha aumentato la pressione su Kim Jong-un: “Chi provocherà una guerra in Corea – ha detto il ministro di Pechino – dovrà assumersi una responsabilità storica e pagarne il prezzo. Il vincitore – ha aggiunto – non sarà colui che mantiene le posizioni più dure o che mostra di più i muscoli. Se una guerra avrà luogo, il risultato sarà una situazione nella quale nessuno uscirà vincitore”.

Da Pechino credono ancora nel dialogo per risolvere la crisi diplomatica in corso. Da Pyongyang non sembrano però pensarla allo stesso modo, visto che attraverso l’agenzia di regime Kcna, un portavoce di Kim Jong Un ha definito il bombardamento americano in Siria “un atto d’aggressioneinsolente e barbaro“. E le parole di Kim Jong-un stesso non hanno aiutato di sicuro ad abbassare i toni: “Se gli Usa vogliono, andremo alla guerra”. Un destino che sembra quasi inevitabile sul trentottesimo parallelo.

Lo showdown potrebbe avvenire già nelle prossime ore. Sabato, infatti, il regime nordcoreano potrebbe eseguire un ultimo test con armi nucleari per festeggiare il 105° anniversario della nascita di Kim Il-Sung. Se il test venisse effettuato, riferiscono fonti di intelligence, gli Stati Uniti potrebbero davvero passare all’attacco. E le conseguenze, con la Cina, sono ancora tutte da comprendere.

 

 

 

 

liberoquotidiano.it

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