LA GERMANIA RIMPATRIA IL SUO ORO: L’INIZIO DEL DOPO EURO?

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SECONDO L’AGENZIA DI STAMPA REUTERS, LA BUNDESBANK TEDESCA STA RIMPATRIANDO VELOCEMENTE LE VARIE RISERVE DI ORO DEPOSITATE PRESSO I FORZIERI DI NEW YORK E PARIGI.

SECONDO L’AGENZIA DI STAMPA REUTERS, LA BUNDESBANK TEDESCA STA RIMPATRIANDO VELOCEMENTE LE VARIE RISERVE DI ORO DEPOSITATE PRESSO I FORZIERI DI NEW YORK E PARIGI.

Il motivo principale sarebbe rappresentato dalle nuove crisi che stanno affliggendo l’euro, e secondo alcuni la manovra potrebbe esssere preparativa al lancio di un nuovo marco tedesco.

LA STORIA – Le riserve di oro della Germania vennero depositate nei forzieri stranieri al culmine della Guerra Fredda, per proteggerle il più possibile dalle grinfie di Mosca. La quantità è di 3.378 tonnellate, valutata 120 miliardi di euro. Nel 2015, come ricorda l’emittente americana CNBC sul suo sito, la Bundesbank aveva persino pubblicato un elenco di 2.300 pagine con la descrizione dettagliata di tutti i lingotti d’oro in suo possesso. La lista includeva il numero dei lingotti, il numero di inventario, il peso e persino il grado di finezza dell’oro.

Nel 2013 la Germania aveva annunciato che avrebbe rimpatriato entro il 2020 circa metà delle sue riserve auree depositate all’estero. Ora che la Bundesbank ha confermato di aver rimosso 583 tonnellate di oro dai forzieri di New York e Parigi, la metà dei suoi possedimenti nel metallo prezioso si trovano a Francoforte, tre anni prima della data prefissata.

NUOVO MARCO? – Secondo indiscrezioni riportate dalla stessa Reuters, non è da escludere che tutto faccia parte di un piano: il piano di Berlino di reimpossessarsi di tutte quelle riserve per utilizzarle come garanzia di un nuovo marco che verrebbe emesso, nel caso di rottura dell’Eurozona.

L’ipotesi – si legge su Wall Sreet italia – è tutta da verificare, dal momento che il sistema dei tassi di cambio fissi nato dagli accordi di Bretton Woods è morto da un pezzo, negli Anni 70. Di sicuro c’è che a Berlino le autorità sanno qualcosa che altri ignorano e che forse si preparano nel caso in cui l’esperienza dell’euro, definito “irreversibile” da Mario Draghi, si concluda improvvisamente.

Fonte: JedaNews

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