La scomoda verità di Barbara, la figlia di Boncompagni: “Perché ha riempito la tv di ragazzine”

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Era giovanissimo e agli inizi della carriera Gianni Boncompagni quando la moglie svedese lo mollò nel 1962. Ma lui si fece affidare le tre figlie Barbara, Paola e Claudia. “Quando i miei si separarono avevo un anno – racconta Barbara in una intervista al Corriere della Sera – Le mie sorelle, 3 e 6 anni”. “Papà avrebbe potuto metterci in collegio o affidarci ai nonni paterni – continua – Invece ha voluto occuparsi lui della nostra crescita, giorno per giorno”.  Come padre Boncompagni ha sempre cercato di sdrammatizzare: “Quando avevo circa 12 anni, mi accorsi che la nostra governante rubava. Orgogliosa della scoperta, lo riferii a papà. E lui, che alla governante non poteva rinunciare data la situazione, mi rispose ridendo: Bè è divertente, no? Una ladra in casa, un diversivo!“. E “se gli confidavo che il mio ragazzo mi aveva mollato, lui replicava ne trovi un altro più carino“.

Era un dissacratore, spiega Barbara, era ironico “non ci rimproverava mai, preferiva essere un esempio di comportamento. Non gli ho mai sentito dire cattiverie sui colleghi”. A 17 anni, appena diplomata, “mi iscrissi all’università a Parigi. Lui mi disse lascia perdere, torna a Roma e lavora con me in tv. Mi ritrovai scaraventata su Rai2 in Drim, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia“. Poi è arrivata Raffaella Carrà: “Per noi è stata un po’ una mamma, quella che ci era mancata. Un forte legame con lei, che dura tuttora. Io le stavo sempre alle costole. Seguivo le prove dei suoi spettacoli. Assistevo ammirata al suo trucco e parrucco, la tallonavo quando andava in tournée…”.

Non è la Rai, “quella trasmissione affollata di ragazzine era, per papà, un modo di non voler invecchiare. Quando io rimasi incinta del mio primo figlio, Mattia, lui restò attonito: l’idea di diventare nonno lo atterriva, poi è stato un nonno amorevole e davvero speciale”. Alla fine, anche nei suoi ultimi giorni di vita, “tanta ironia. Non si parlava di morte, ha chiuso gli occhi serenamente. Papà sei stato pazzesco!”.

 

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