SCENARI BELLICI Nord Corea, ecco i piani di guerra di Trump Come (e dove) attaccheranno gli Stati Uniti

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“Spero che sia possibile una soluzione pacifica” ha detto ieri alla CNN il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump in merito alla crisi con la Corea del Nord. Intanto, però, Washington ha accelerato il trasferimento a Seul del sistema antimissile “Terminal High Altitude Area Defense” (THAD), in grado di intercettare eventuali missili balistici a medio raggio lanciati dalla Corea del Nord e che è fortemente osteggiato da Pechino (oltre che da Mosca), perchè il suo sistema radar è in grado di penetrare in profondità lo spazio aereo cinese.

E, certo, l’opzione militare resta sul tavolo. Due sono le strade che Washington potrebbe decidere di percorrere a nord del 38esimo parallelo (lungo il quale corre il confine de-militarizzato tra le due Coree). La prima è quella del blitz per colpire i centri di ricerca nucleare e missilistica di Pyongyang, con scopi più che altro simbolici sul piano bellico. La risposta più verosimile di Kim, in questo scenario, potrebbero essere bombardamenti convenzionali su alcune aree del sud, ma senza l’impiego di armi chimiche o nucleari che il Pentagono inevitabilmente interpreterebbe come l’avvio di un attacco strategico su larga scala.

Al quale gli Stati Uniti non potrebbero che rispondere con un’opzione militare su vasta scala, che andrebbe a colpire anche le rampe di lancio mobili dei missili e i sottomarini. Uno scenario di questo tipo renderebbe assai probabile uno scontro tra truppe di terra lungo il 38esimo parallelo e metterebbe a serio rischio la sicurezza di Seul, che si trova ad appena 40 chilometri dal confine e si troverebbe facilmente bombardata con missili a corto raggio. Difficile, invece, che l’aeronautica di Pyongyang osi estendere la battaglia ai cieli e sfidare le forze aeree di Washington e Seul, assai meglio preparate ed equipaggiate in termini di tecnologia. In ogni caso, uno scontro di questo secondo tipo porterebbe, come scrive l’esperto di armamenti e strategia militare Andrea Gajani sul quotidiano “Il Mattino”, diverse migliaia di morti in poche ore in entrambe le fazioni.

Poi c’è l’opzione alla quale nessuno vuole anche solo pensare: ovvero, un massiccio attacco statunitense contro tutte le strutture militari e politiche nordcoreane, allo scopo di rovesciare il regime di Kim e cambiare la storia della Nord Corea una volta per tutte. Attacco al quale il Paese comunista replicherebbe cercando di colpire con tutti i mezzi a disposizione, compresi quelli chimici e nucleari, Seul e le basi americane in Corea, Giappone e a Guam, innescando un ampliamento del conflitto dalle conseguenze a quel punto imprevedibili.

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