La sorella di Igor il russo sputa sui morti italiani”Tieni duro che…”. La frase della vergogna

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Una lunga intervista, a tratti sconvolgente per le risposte date. E’ quella che andrà in onda questa sera alle 21.15 a “Quarto Grado” su Rete4 alla sorellastra dell’uomo più ricercato d’Italia: Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, soprannominato Igor il russoNikoletta Bergel, questo il nome della ragazza, vive a Subotica in Serbia e in comune con Igor ha la madre. A intervistarla per “Quarto Grado” è stata Francesca Carollo. Che inizia chiedendole quando è stata l’ultima volta che ha visto o sentito il fratello. “Avevo 4 o 5 anni quando lui se n’è andato dalla Serbia e da allora parlo con lui una o due volte l’anno, per cui non posso dire di conoscerlo così bene. L’ultima volta ho parlato con lui l’anno scorso, ma non è stata una conversazione lunga. Abbiamo sempre parlato via Facebook, perchè lui non ha mai telefonato e noi non abbiamo nessun suo numero”. Su quello che faceva in Italia, “mio fratello non mi ha mai raccontato nulla, ma dalle foto ch aveva messo su internet pensavamo che lavorasse in un negozio di automobili”.

Vi mandava soldi? chiede la Carollo
“No, niente… non ci hai mai mandato nulla”.
Qual è il vero nome di suo fratello?
“Norbert Feher”.
Lo sapeva che era chiamato anche Igor?
No, perché non sapevo nulla di questa storia prima di leggerla su Facebook».
Quindi il nome Igor Vaclavic non le dice nulla…
“Assolutamente nulla”.
Quindi il profilo Facebook con cui lei gli scriveva è Norberto Ezechiele Feher.
“Sì, esatto”.
Non sapevi che era stato in prigione in Italia?»
“No… la mia famiglia sapeva qualcosa, ma non ne hanno mai voluto parlare con me”.
Sa dove possa aver imparato ad avere a che fare con armi o fucili?
“Non lo so. Non ne ho idea: non hai mai parlato della sua vita”.
È sorpresa che sia un killer? Che abbia ucciso almeno due persone in Italia?
“Sono sorpresa: tutta la mia famiglia lo è… perché prima di adesso non avevamo mai sentito nulla di male su di lui. La mia famiglia intera è choccata”.
La polizia italiana ha contattato lei o la sua famiglia?
“Sì, la polizia serba ha contattato mia madre, ma gli italiani forse non ancora. Non ne sono certa, ma sicuramente la polizia serba sì”.
Sa che in Italia ci sono centinaia di poliziotti che stanno cercando suo fratello? Vuole dirgli qualcosa? Di consegnarsi alla polizia?
“So che lui non ha mai commesso questi crimini, vorrei dire a tutti che mio fratello non è così come lo descrivono. A lui voglio dire: ‘Tieni duro che tutto andrà bene’. Mio fratello non è così. La nostra famiglia è con lui… deve tenere duro”.
Ma quello che ha commesso…
“So che ha commesso un errore, ma forse sarà arrestato per qualcosa che non ha fatto: nessuno è sicuro di tutte queste cose di cui è accusato, perché nessuno era lì. Non lo conosco bene, non so chi siano i suoi amici. Tutto può succedere, ma noi cerchiamo di resistere e di dargli una chance”.

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