Mamma riceve una telefonata atroce: “Tuo figlio è stato stuprato”

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Oltre al danno anche la beffa. Lisa Moellers è stato oggetto di uno “scherzo” telefonico di cattivissimo gusto da parte di un tale che, con fare subdolo e grande perfidia, le ha detto di sapere dove si trovava il figlio scomparso. Un bimbo buono, forse anche troppo ingenuo, perché incline a fidarsi degli altri. “E’ il peggiore incubo che un genitore possa vivere”, dice al Mirror la madre del piccolo Mason, di nove anni. Un incubo che è durato sette lunghe ore.

Lo scorso lunedì Mason aveva detto alla mamma che sarebbe andato a fare un giretto con il monopattino, come spesso amava fare. Ma dopo diverse ore non era ancora tornato. Così, come avrebbe fatto chiunque altro al posto suo, Lisa, che vive con la sua famiglia a Wagga Wagga, in Australia, è andata nel panico. “E’ un bimbo piuttosto ingenuo, e abbiamo subito temuto che fosse salito in macchina con qualcuno”, racconta la donna. Intanto si stava facendo buio, ma i familiari di Mason e la Polizia hanno continuato a setacciare in lungo e in largo il loro quartiere, con crescente preoccupazione per la sua incolumità.

Quella telefonata choc
Sei ore dopo l’inizio delle ricerche, Lisa ha ricevuto una telefonata che, per sua stessa ammissione, le ha fatto balzare il cuore in gola. Un tizio rimasto ovviamente anonimo ha affermato di avere informazioni molto spiacevoli sulla sorte di Mason. “Ha detto che il mio bambino era stato stuprato e abbandonato in un campo”, rivela Lisa. “Non mi sono mai sentita così male, preoccupata e impotente come in quel momento”, ha aggiunto, rimarcando che “è la cosa più disgustosa che si possa fare a una madre”. L’”informazione”, per quanto orribile, era fortunatamente una bufala. Alle 17.30 circa (ora locale) Mason è tornato a casa.

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La donna ha naturalmente informato la Polizia dell’accaduto, e subito è stata aperta un’indagine allo scopo di individuare il responsabile dello “scherzo”. La legge australiana prevede che in questi casi il gestore telefonico sia tenuto a fornire alle forze dell’ordine i tabulati e tutte le informazioni tecniche relative alla telefonata “incriminata”. Al momento non è dato sapere se la Polizia abbia inoltrato un’apposita richiesta in questo senso, ma in ogni caso non ci vorrà molto per risalire all’identikit del vessatore. Nel giro di pochi giorni il cerchio dovrebbe chiudersi. “Chiunque faccia una cosa del genere è una persona pericolosa”, avverte Lisa.

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